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Zorro, chiamata anche La spada di Zorro (titolo originale: Zorro), è una serie televisiva statunitense prodotta dalla Disney, trasmessa fra il 1957 e il 1959; la serie è basata sul noto personaggio letterario Zorro.

Celebre telefilm, ispirato al romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, è particolarmente famoso per la grande quantità di note star di Hollywood coinvolte nel cast: tra essi figurano Guy Williams, George J. Lewis, Gene Sheldon, Henry Calvin, Britt Lomond, Don Diamond, Tony Russo, Annette Funicello e Lee Van Cleef. La prima edizione Italiana, in bianco e nero, fu trasmessa dal Programma Nazionale della RAI nel 1969 con il titolo La spada di Zorro ed era inclusa nella trasmissione pomeridiana Il Club di Topolino, nella fascia oraria riservata alle trasmissioni per ragazzi (intorno alle ore 17.00). Nel 1992 la serie è stata restaurata, ridoppiata, sottoposta a colorazione e rititolata Zorro e, in seguito inclusa, nel programma Solletico.

Trama Modifica

10 gennaio 1820. Il giovane nobile californiano Don Diego De La Vega abbandona la facoltà di lettere e filosofia dell'università di Madrid e la Spagna per fare ritorno nella terra natia, Los Angeles (all'epoca piccolo pueblo del Vicereame della Nuova Spagna), a seguito delle pressioni del padre, Don Alejandro, che vuole fermare la tirannia del nuovo perfido capitano Enrique Sanchez Monastario. Quest'ultimo è un cinico ufficiale spagnolo che maltratta tanto i nobili quanto i soldati e i peones. Inoltre il comandante ha pagato un avvocato corrotto, Iago Pina, per proteggerlo e mascherare il suo governo illecito. Diego ritrova a Los Angeles i suoi vecchi amici: l'anziano Don Ignacio Torres, accusato ingiustamente da Monastario, padre Felipe, frate superiore del villaggio, e il paffuto sergente Demetrio Lopez García. Quest'ultimo è l'attendente del malvagio capitano ma, a differenza di Monastario, è uomo buono, che non condivide l'operato del proprio superiore, senza però potervisi neppure opporre. Don Diego si finge rassegnato alla situazione, ma escogita un piano per opporsi alle ingiustizie del crudele ufficiale, cercando di salvare Don Ignacio Torres in tutti i modi. Grazie all'aiuto del servo Bernardo e del suo cavallo Tornado e usando come rifugio un vecchio passaggio segreto Diego assume l'identità segreta di Zorro e combatte la tirannia di Monastario. Dopo vari tentativi dell'ufficiale di catturare Torres, che ha chiesto asilo nella chiesa di Padre Felipe, Zorro riuscirà a trasportarlo sano e salvo fino a Monterey. Monastario si convince quindi che il suo problema altri non è che Zorro, e cerca di catturarlo tramite il sergente García, fallendo miseramente diverse volte. Monastario si farà quindi aiutare dallo straniero Martìnez, che era stato arrestato per un omicidio avvenuto nella taverna. Monastario chiede al prigioniero di fingersi Zorro e commettere estremi crimini per far perdere all'eroe mascherato le simpatie del popolo. Diego riesce comunque a sconfiggere Martìnez, che viene ucciso da Monastario durante il duello fra Zorro e lo straniero. In seguito De La Vega accusa il malvagio capitano in presenza del viceré, che solleva dalla carica di capitano Monastario, arrestandolo, e assegna al sergente García il comando provvisorio del pueblo. Tuttavia, nel vuoto lasciato nella cittadina dal malvagio capitano, ora in prigione, emerge un'organizzazione segreta, guidata da un certo Aquila, aiutato dai più insospettabili uomini di potere, come il magistrado Carlos Galindo, il proprietario terriero Estéban Rochas, l'esattore delle tasse Morales e il nobile Varca. Rochas ucciderà il capitano Meléndez, inviato a sostituire Monastario e, a sua volta, il proprietario terriero viene ucciso da uno degli uomini di Galindo. In seguito Varca corrompe un messaggero del Re e Galindo ordina a due suoi uomini di portare García a El Paso, incriminandolo per aver picchiato e derubato il messaggero. All'esecuzione del sergente Zorro interverrà e riuscirà a salvarlo, sventando il piano di Galindo e di Varca, mentre il messaggero viene arrestato da García. All'arrivo di Morales questo metterà una tassa troppo alta per le classi più umili, che non pagheranno le tasse. Allora il potente esattore li farà arrestare. Zorro allora, quando Morales, con alcuni suoi uomini, sta trasportando i prigionieri in una miniera a El Paso, con l'aiuto di Bernardo il maggiordomo li arresterà tutti mentre l'esattore verrà picchiato dai carcerati. De La Vega condurrà quindi nella miniera i criminali, costretti ai lavori forzati. In seguito in paese inizierà una rivolta e Don Alejandro, il padre di Don Diego, si alleerà con il Magistrato, che con le sue trame e con l'aiuto di Varca vuole soffocare la rivolta nel sangue. Zorro riesce comunque a fermarlo e, dopo un combattimento, neutralizza Varca e sconfigge lo spietato Galindo. L'arrivo in città di un nuovo comandante, il capitano Ortega, peggiorerà le cose: questo è infatti uno degli uomini del famigerato Aquila, ma Zorro riuscirà a fermarlo. Il nuovo capitano sarà Arturo Toledano: il giovane ufficiale, malgrado il temperamento impetuoso, è un uomo buono e onesto. Il capitano, assistito dal sergente Garcia, si avvicina sempre di più alla misteriosa organizzazione, in cui è coinvolta anche la sua bella moglie Raquel. Dopo varie indagini Toledano scopre le trame del magistrado Galindo e, aiutato da Zorro, ne dimostra la colpevolezza di fronte ai don durante una riunione: nello scontro che segue il magistrado Galindo e i suoi complici vengono uccisi. Mentre il capitano riceve un ordine di provvisorio trasferimento a San Diego, sua moglie Raquel riceve gli uomini dell'Aquila Quintana, nuovo proprietario della locanda, e Fuentes e comincia a progettare con i due criminali per rovesciare il potere spagnolo. Raquel tenta di fare uccidere il sergente Garcia, con il pretesto di raggiungere il capitano oltre le montagne, ma il carattere superstizioso di Garcia lo fa dissuadere dall'eseguire l'operazione mortale. Disillusa dalla malvagità degli uomini dell'Aquila, Raquel tenta la fuga e viene fatta prigioniera per essere uccisa, ma viene salvata da Zorro, mentre il sergente Garcia arresta Quintana e i suoi complici. Il sergente fa imbarcare quindi Raquel su una nave per la Spagna affinché la donna raggiunga il marito, nel frattempo richiamato in madrepatria. Don Diego intanto, scoperto che il misterioso capo dell'organizzazione è il governatore Don Josè Sebastian Varga, riesce a vanificarne i piani, a farne arrestare i complici e, infine, grazie al sergente García e ai lancieri, a entrare nel suo forte, riuscendo a sconfiggere e ad uccidere il pericoloso politico, ormai abbandonato dai collaboratori e dagli agenti segreti stranieri che avrebbero dovuto supportarne l'opera. Don Diego non avrà tuttavia il tempo di riposare. Debellato, infatti, il pericolo dell'insurrezione, Don Diego deve trasferirsi a Monterey per concludere affari con l'amico del padre Don Gregorio Verdugo. Nella capitale californiana, a quel tempo denominata El Presidio Real de San Carlos de Monterrey, Zorro si trova a dover combattere contro una pericolosa banda di desperados, guidata dal servo di Verdugo, Pablo, che rapina diligenze e corrieri militari, tra cui il sergente García, ora trasferito insieme al caporale Reyes a Monterey. Pablo, tuttavia, dopo i tentati rapimenti di Verdugo e della figlia di questi, Anna Maria, viene ucciso proprio dal sergente García, in preda ad un attacco d'ira. Successivamente Zorro si trova a combattere contro la tirannia del vice-governatore Rico, che opprime i peones con leggi che ne impediscono l'esercizio ambulante di vendita, al fine di aizzare contro i lancieri gli stessi contadini. Uno di questi, il giovane Joaquín Castenada, che si era ribellato allo sfratto della fidanzata Teresa Modesto e aveva costituito un gruppo ribelle, viene accusato dal vice-governatore, che avvia un'operazione militare per catturarlo. Catturato dai lancieri, Rico viene liberato da Zorro, ma è alfine scoperto e ucciso personalmente dal governatore De La Palma. Don Diego deve poi fare i conti con le burle dell'amico Don Ricardo Del Amo, suo rivale in amore perché invaghitosi di Anna Maria Verdugo, e con la superbia del capitano Del Guerro, anziano e borioso neo comandante del cuartel di Monterey. Ritornato a Los Angeles Zorro si trova a dover combattere l'ipocrisia dello zio Don Estéban De La Cruz, nobile decaduto che vive di espedienti e apprendista cacciatore di dote, da sempre disprezzato da Don Alejandro, e intenzionato a sposare la nobildonna Margherita. È, tuttavia, la stessa nobildonna a dissuaderlo dal matrimonio, raccontandogli di aver venduto tutti i propri beni, rivelazione che porterà Don Esteban a filarsela. Giunge, poi, a Los Angeles lo statunitense Joe Crane, eremita esaltato, che non tarda a cacciarsi nei guai, importunando la locandiera Carlotta e scatenando l'ira di Don Carlos Fernández, deciso a uccidere "il barbaro straniero". Crane è aiutato da Zorro, che riesce a farlo fuggire. Un giorno, durante i festeggiamenti per la festa di compleanno del sergente García, giunge a Los Angeles l'emissario e magistrado del re, Don Felipe Basilio, che esercita fin dall'inizio tirannicamente le proprie funzioni nella cittadina, assistito dal malvagio capitano Mendoza. Nonostante la buona volontà dei cittadini di Los Angeles a pagare le tasse Basilio esige, per i fondi bellici, imposte e obbligazioni sempre più alte per la popolazione, presso la quale cresce un forte malcontento. Dopo diverse malefatte, risolte da Zorro, Don Felipe Basilio scopre il passaggio segreto di Don Diego e la sua vera identità ma, travestitosi da Zorro, viene ucciso per errore dal capitano Mendoza, che lo aveva scambiato per l'eroe mascherato. Mendoza viene poi arrestato dal sergente García per omicidio premeditato e giustiziato. In seguito Don Diego si trova ad ospitare nella propria acienda il governatore De La Palma, rimasto vittima di un attentato da parte dei Rebatos, un gruppo di nobili indipendentisti, deciso a rompere ogni vincolo della California con la madrepatria, per legarsi ad un'altra grande potenza capace di pagarli profumatamente per il loro servizio. Il capitano della scorta del governatore De La Palma, Felipe Arrellanos, nuovo comandante del pueblo di Los Angeles e probabile successore di De La Palma al governatorato della California, vede diminuire la sua stima presso il governatore il quale, rivelatasi l'inadeguatezza dell'ufficiale alla carica, decide di farlo trasferire. Questa decisione scatena l'odio e palesa l'ambizione e la corruzione di Arrellanos, che si unisce ai Rebatos di Don Manuel Larios nell'intento di uccidere il governatore De La Palma e di succedergli, così da poter favorire gli scopi dei Rabatos. Gli spietati tentativi del capitano Arellanos di eliminare il governatore, assalendo persino l'acienda De La Vega, tuttavia, sono fatti fallire da Zorro, che imprigiona i Rebatos e, in un durissimo duello, uccide il capitano Arellanos, eliminando il pericolo di ulteriori ritorsioni nei confronti del governatore. Don Diego si trova, poi, in affari con un amico di Don Alejandro, Don Sebastian Portos, nobile che gli paga 1500 pesos. Il denaro è affidato dai De La Vega al sergente García, che viene preso di mira e rapinato da una cartomante e due suoi scagnozzi. I malviventi sono, però, fermati in tempo da Zorro, che libera l'amico, restituendogli il maltolto. Giunge, poi, a Los Angeles un misterioso giovane cinese che, a causa della sua lingua, nessuno riesce a comprendere. Lo straniero viene arrestato a malincuore dal sergente García obbligato, anche perché tenuto d'occhio dal severo magistrado Bosca, a far rispettare la dura legge riservata agli stranieri senza permesso. Nel frattempo Don Diego chiede aiuto a Padre Felipe per tradurre un manoscritto del giovane straniero. Il giovane cinese viene poi consegnato dal sergente ad un agente statunitense, che lo accusa di omicidio, ma intanto Don Diego scopre che, in realtà, il ragazzo è un principe cinese vittima di un rapimento, in fuga dal suo aguzzino. Zorro riesce a salvare il giovane appena in tempo. Un altro problema per Zorro nasce quando un nobile e una nobildonna tentano di far arrestare il fidatissimo Bernardo sulla base di una falsa accusa. Alla fine, comunque, Zorro riesce a provare la sua innocenza al processo. Infine, dopo mille avventure, tra duelli, salvataggi, scherzi, scontri, tentate insurrezioni di militari e funzionari corrotti, Zorro riporta la pace e la giustizia in California.

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